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GIOPPAlberto GIOPP

Ci ha lasciato all'età di 99 anni
Deceduto il 7 ottobre 2016

Alberto Giopp nasce a Lamon in provincia di Belluno, il 10 Dicembre 1917. Era il periodo dell'occupazione Austro Ungarica.

Terminata la guerra, dopo aver frequentato le elementari frequenta le magiastrali a Feltre. Successivamente svolge dei corsi, obbligatori, per ottenere il diploma specialistico, indispensabile per fare il Segretario Comunale, lavoro che svolgerà fino alla pensione.

Non parte per il servizio militare con la propria classe, cioè nel 1939, perché frequenta l'ultima classe delle superiori, ma gli viene fatto rinvio fino a Gennaio del 1940, quando inizia il Corso Allievi Ufficiali presso il 93° Reggimento di Fanteria di Ancona. Dopo i sei mesi di corso e un mese di licenza, viene destinato al distaccamento del 48° Fanteria a Bari per poi raggiungere il Reggimento che si trovava in Albania dall'anno precedente.

Effettua il giuramento da Ufficiale in Albania, ad Argirocastro, dove riceve l'incarico di comandare un Plotone Mortai.

Nel corso di un combattimento viene raggiunto da una pallottola che gli procura una frattura esposta della tibia
. Impossibilitato
a ricevere soccorsi immediati, deve trascinarsi da solo fino a una postazione di mitragliatrice tenuta da bersaglieri. Qui viene  soccorso e trasportato  presso l'Ospedale  da campo dopve viene medicato e, il giorno dopo, portato all'ospedale di Valona. Dopo qualche giorno, rinnovata la medicazione, viene imbarcato su una nave e portato a Bari dove viene operato.

Successivamente viene inviato all'Ospedale Santa Chiara di Piasa, dove rimane per oltre tre mesi e dopo un convalescenza di sei mesi torna la Reggimento.

Dopo un periodo  trascorso in congedo a casa, viene richiamato e successivamente inviato a Brunicoo, dove indossa il Cappello Alpino.

Viene rinviato a Bari e di lì in Calabria al 118° di Formazione, Reparto di recente formazione, composto da soldati di ogni provenienza che erano stati a casa per motivi vari e richiamati. Gli viene comandato di svolgere, da Marzo 1942 a Settembre 1943, con circa 50 uomini, il servizio di guardia nel tratto di circa cinque chilometri della stazione ferroviaria di Santa Caterina allo Jonio.

Viene ancora chiamato nel settembre 1948 per l'emergenza Trieste e nel contempo viene promosso a 1° Capitano.













ZEN
Cesare ZEN

Ci ha lasciato all'età di 102 anni 
Deceduto l'1 agosto 2012

Cesare Zen è nato a Cittadella il 9 Aprile 1910. Terzo figlio di famiglia poi composta da bel nove fratelli, di cui cinque maschi e quattro femmine, oltre ai genetori, ha avuto la fortuna di vivere sempre nella stessa zona in cui è nato.

Il 12 Aprile del 1931 viene chiamato alle armi ed inviato a Novara, al 17° Reggimento di Artigliaria Someggiata ed assegnato all'11^ Batteria. Fu benvoluto dai superiori, tanto che il suo Capitano, alla fine della ferma di leva, gli propose di restare sotto le armi, promuovendolo al grado di caporale all'inizio del 1932. Preferisce tornare a casa a lavorare i campi e si iscrive al Gruppo Alpini di Cittadella per ricordo della naja e per conoscere gli altri di Cittadella.
Viene richiamato alle armi il 12 Agosto del 1939 ed inviato a Cividale del Friuli, nel 3° Artiglieria Alpini dove viene inviato con il reparto in Jugoslavia.

Nel Dicembre dello stesso anno viene congedato perchè terzo dei fratelli e due dei quali erano già alle armi. Gli viene assegnata in seguito, la croce di guerra per i sei mesi trascorsi in zona operazioni.
Il 15 Marzo del 1943 viene richiamato ancora e inviato a Cormons, alla 151^ Batteria contraerea in quel di Messina, sotto il comando Tedesco.

Verso la metà del mese di Luglio del 1943 viene inviato a Napoli per essere imbarcato per la Sardegna. Invece fu inviato a Gaeta e trasportato con aereo a due eliche ad Olbia e successivamente trasferito ad Alghero Fertilia e poi a Porto Torres.
Viene inviato in seguito a Marzabotto, prima di Bologna dove vi rimase fino al Maggio del 1945. Torna finalmente a casa l'11 Maggio del 1945.

Cesare si spegne, alla veneranda età di 102 anni, il giorno 1 di Agosto del 2012.







PASINATO
Angelo PASINATO

Ci ha lasciati all'età di 92 anni
  Deceduto il  6 febbraio 2013

Angelo Pasinato nasce a Cittadella, l'1 Novembre del 1920.

Dopo aver frequentato la scuola d'obbligo, il 16 Marzo del 1940 parte per il Distretto Militare di Padova dove viene assegnato alla Sanità al 64° Ospedale da Campo, 17^ Compagnia di Sanità, con incarico di cuciniere.

Viene subito aggregato all'11° Reggimento Alpini, all'epoca in formazione a Bassano del Grappa per l'addestramento di base, dove vi rimane fino alla fine del 1940, periodo in cui venne inviato a far parte della Divisione MArche, a Sala Consilina, e successivamente a Bari.

Di seguito, viene comandato per essere imbarcato per l'Albania, ma un cotrordine giunge facendo cessare l'ordine di imbarco. Viene, invece, inviato a Verona per essere aggregato alla Divisione "Celere" ed il 2 di Luglio del 1941 parte per la Russia. Il 18 luglio 1941 arriva a Raut (nell'attuale Moldavia) e dopo parte verso il fronte fino ad arrivare sul fiume Juz Bug. L'avanzata prosegue fino ad arrivare ad Alesandrija, nel tratto tra i fiumi Dnester o lo Dnepr.

Dall'agosto a settembre 1941 resta a Stalino (oggi Donech), impara a guidare gli automezzi e svolge l'icarico di conduttore.

Dopo l'accerchiamento a Millerovo, Angelo Pasinato comincia la ritirata e, finalmente, il ritorno in Patria che avviene dopo aver subito un congelamento e rischiato la fucilazione per opera dei Tedeschi.













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Ferruccio MASON

Ferruccio Mason, classe 1922, reduce di Russia e per quasi due anni prigioniero in Siberia, fu chiamato alle armi il 28 gennaio 1942 e inquadrato nella Divisione Julia, 3° Reggimento Artiglieria da Montagna, 13^ Batteria.
Dopo un duro addestramento fatto di marce in montagna e ad addestrare muli, il 26 giugno del 1942 gli venne comunicato l'ordine di partenza per la Russia.

La tradotta partì il 12 agosto e dopo 9-10 giorni di viaggio arrivò alla città di Jsium dove seppe di essere diretto al Don non immaginado minimamente il calvario che lo attendeva.

A seguito di una punizione fu spedito alla 77^ Batteria Controcarro. Il 16 dicembre 1942 arrivò per la Julia l'ordine di portarsi più a sud per chiudere una falla creatasi sul fronte a seguito degli attacchi Russi.
La nuova posizione era chiamata Valle della morte per l'orrore di guerra, di morti e feriti ... un vero inferno.

A metà gennaio del 1943 dopo l'ordine di sganciamento iniziò la ritirata sotto il continuo attacco dei Russi, affrontando una temperatura di oltre 30° sotto zero con una divisa di panno e una mantellina sulle spalle.

A qualche decina di chilometri da Rossosch la colonna fu catturata e disarmata, iniziò la cosidetta Marcia del "davaj", per giorni e giorni tra compagni sfiniti e con gli arti congelati, tra continue vessazioni ed orrori, a piedi e in tradotta stipati sui carri, arrivò al Campo di Concentramento n° 100, negli Urali, vicino a Rostov, rimanendovi per dieci mesi; poi fu trasferito al Campo n° 101 a lavorare - tra ogni privazione - nei boschi a tagliare legna.

Dopo altri trasferimenti, la notizia dell'armistizio ed il sogno di rientrare in Italia che finalmente si materializzò con la partenza della tradotta il giorno 21 ottobre 1945, non prima di aver soggiornato in altri campi ed ospedali per recuperare un po' di forze.